
Nella prefazione, Maurizio de Giovanni pone l'accento sul
sentimento religioso, qualcosa di ben diverso dalla religione, ripetendo più
volte il postulato: "Crederci. Non crederci". La religione possiamo intenderla
come assioma di regole di vita, precetti, riti, e osservanze specifiche,
espressioni del sentimento trascendente che lega l'essere umano a una Entità
Superiore nella quale egli crede e confida. Il miracolo - afferma il prefatore
- è
un sogno collettivo, la speranza di un
popolo di uscire dal buio... È la speranza
sottile e irrazionale che il destino abbia qualche aspetto che con le leggi della natura, fredde e non modificabili, non ha nulla a che fare. La speranza che basti chiamare, a gran voce,
e qualcuno prima o poi risponderà.
>>>continua>>>>>